CINEMA

OMAGGIO A MONICA VITTI, una BELLA DONNA, AFFASCINANTE, SEXY E CARISMATICA.

Monica Vitti: tre film gratuiti su YouTube per (ri)scoprire carisma e talento dell’attrice

Cinema italiano in lutto per la scomparsa di una delle sue più importanti interpreti. È morta Monica Vitti, l’attrice aveva 90 anni, da anni ritirata dalla vita pubblica per la malattia che l’aveva colpita. Musa di Michelangelo Antonioni, regina della commedia all’italiana al fianco di Alberto Sordi.

Lo ha annunciato con un tweet Walter Veltroni: “Roberto Russo, il suo compagno di tutti questi anni, mi chiede di comunicare che Monica Vitti non c’è più. Lo faccio con dolore, affetto, rimpianto”.

Sono tanti i titoli di cui Monica Vitti è protagonista. Potete vedere adesso e gratuitamente le commedie Amore mio aiutami (1969), Ninì Tirabusciò la donna che inventò la mossa (1970) e Teresa la ladra (1973).

La sua carriera ha un significato veramente impressionante nel nostro paese, tanto da venir richiesta al Quirinale per i David di Donatello in merito alla sua maestria ed abilità recitativa. Era il 2001, lo stesso anno in cui la vediamo allontanarsi dalla scena pubblica. Il cinema comico all’italiana ha scoperto in lei una vera e propria regina. Accanto ad Alberto Sordi ha dato vita agli anni d’oro del nostro cinema.

Monica Vitti è morta il 2 febbraio. Nata Maria Luisa Ceciarelli a Roma, il 3 novembre del 1931, aveva compiuto da qualche mese 90 anni. Attrice icona del cinema italiano, era assente dalle scene dal 2001,quando fu ricevuta al Quirinale per i David di Donatello. Musa di Michelangelo Antonioni, regina della commedia all’italiana al fianco di Alberto Sordi. I funerali si terranno sabato 5 febbraio, alle 15, nella Chiesa degli artisti a Piazza del Popolo a Roma.

Monica Vitti, l’attrice che visse due volte. Per varie ragioni. Primo perché, la simpatica «ragazza con la pistola» molti anni fa ebbe il privilegio di leggere con un certo sorriso il proprio necrologio su Le Monde, storica gaffe del prestigioso quotidiano francese; secondo perché la sua vena artistica la portò non solo dal teatro al cabaret e al cinema, ma dalla tragedia al dramma e poi alla commedia, valorizzando personali risorse validissime di comunicabilità anche nell’incomunicabilità. E terzo perché Monica, all’anagrafe Maria Luisa Ceciarelli, nata a Roma il 3 novembre 1931, fuoco di spirito e voglia di comunicare, baciata dal dono della dialettica e dell’humour, visse dall’inizio degli anni Duemila in un lento decrescendo Monica Vitti, dovuto a una malattia che le aveva portato via il dono della comunicazione, una vera e tremenda pena del contrappasso. La malattia degenerativa di cui soffriva si può per lei considerare una nemesi storica contro quello che era il suo naturale charme dialogico, che le aveva permesso di passare dall’intellettuale che passeggiava coi libri di Joyce in borsetta alla commediante grottesca amata da tutti.

Ma non solo cinema. Infatti Monica Vitti era anche la musa ispiratrice del grande Michelangelo Antonioni. Alla notizia della sua morte, molti volti dello spettacolo le hanno reso omaggio sui social per la sua arte. Una memoria da celebrare e da portare come esempio per gli anni a venire. Un omaggio sentito arriva anche da Sanremo.

Scompare di Monica Vitti: addio all’icona del cinema italiano

Golden Globes 2022, i vincitori: Il potere del cane e West Side Story tra i più premiati

I molteplici scandali hanno portato a una consegna dei Golden Globes 2022 in sordina, in forma privata. Vale comunque la pena leggere chi ha vinto nelle categorie principali. Il potere del cane e West Side Story sono risultati i film più premiati.

  • Cerimonia privata quest’anno per la consegna dei Golden Globes 2022, per diverse ragioni, tutte riconducibili a una rispettabilità dei premi ora tutta da riconquistare: non solo a causa delle accuse per l’assenza di diversità tra i quasi novanta votanti, ma anche dei recenti scandali riguardanti la difficoltà di accesso al gruppo e la corruzione di molti (raccolte dal Los Angeles Times). Insomma, il mondo intero ha finito per disinteressarsi ai Golden Globes, e gli stessi in questo 2022 sono stati consegnati quasi di nascosto ieri 9 gennaio 2022. Vergogna o meno, pensiamo sia comunque il caso di comunicarvi chi abbia vinto, perché nel bene e nel male questi nomi potrebbero riemergere alla consegna dei premi Oscar, prevista il 27 marzo (con nomination annunciate l’8 febbraio).

Miglior film commedia o musical
West Side Story

Miglior attrice protagonista di un film drammatico
Nicole Kidman (Being the Ricardos)

Miglior attrice protagonista in un film commedia o musical
Rachel Zegler (West Side Story)

Miglior attore protagonista in un film drammatico
Will Smith (King Richard)

Miglior attore protagonista in un film commedia o musical
Andrew Garfield (Tick, Tick … Boom!)

Migliore regia
Jane Campion (Il potere del cane)

Migliore sceneggiatura
Kenneth Branagh (Belfast)

Miglior attrice non protagonista
Ariana DeBose (West Side Story)

Miglior attore non protagonista
Kodi Smit-McPhee (Il potere del cane)

Migliore colonna sonora originale
Hans Zimmer (Dune)

Miglior film straniero
Drive My Car

Miglior film di animazione
Encanto

Migliore canzone originale
No Time to Die (Billie Eilish, Finneas O’Connell)

Migliore serie drammatica
Succession

Migliore serie tv Commedia / Musical
Hacks

Migliore attrice in una serie tv drammatica
MJ Rodriguez (Pose)

Miglior attore in una serie drammatica
Jeremy Strong (Succession)

Miglior attrice in una serie tv commedia o musical
Jean Smart (Hacks)

Miglior attore in una serie tv commedia o musical
Jason Sudeikis (Ted Lasso)

Migliore miniserie, antologia o film per la tv
The Underground Railroad (Prime Video)

Miglior attore in una miniserie, antologia o film per la tv
Michael Keaton (Dopesick)

Miglior attrice in una miniserie, antologia o film per la tv
Kate Winslet (Mare of Easttown)

Miglior attore non protagonista per la tv
Oh Yeong-su (Squid Game)

Miglior attrice non protagonista per la tv
Sarah Snook (Succession)

TRAMA HOUSE OF GUCCI

House of Gucci, il film diretto da Ridley Scott, segue la storia della famiglia Gucci, raccontando l’azienda attraverso le persone che ne hanno fatto parte, tra fama, genialità, momenti difficili e sofferenze. In particolar modo il film ruota attorno al fatto di sangue avvenuto il 27 marzo 1995 e che sconvolse il mondo della moda: l’omicidio di Maurizio Gucci. A interpretare il noto imprenditore italiano, all’epoca dei fatti già ex direttore dell’azienda, sarà Adam Driver.
Lady Gaga invece vestirà i panni di Patrizia Reggiani, l’ex moglie di Gucci che fu accusata di aver organizzato l’omicidio dopo essere stata lasciata dal marito per una donna più giovane. Patrizia Reggiani ordinò a un killer di uccidere il marito, freddato da quattro colpi di pistola nell’atrio del suo palazzo. Condannata a 29 anni di carcere, ridotti poi a 26 in appello, la donna, conosciuta ai più anche con il suo appellativo di “Vedova Nera”, ha tentato il suicidio in prigione e dal 2017 è tornata in libertà per buona condotta.
Nel cast ci sono altri attori di grande pregio come: Jared Leto (Paolo Gucci), Al Pacino (Aldo Gucci) e Jeremy Irons.

Ho pensato a Roma come se fosse un grande teatro romantico. A volte – e lo dico da romano e che abita in una città che ama e con cui ha più volte litigato – professiamo il nostro amore per Roma più a parole che con i fatti. Io mi sono chiesto concretamente cosa potessi fare. Dopo il lockdown Roma era deserta, e io ho visto un’altra città, pulita, meravigliosa, e per la prima volta in vita mia ho visto Piazza Navona vuota, e mi è sembrata un’altra piazza. Per la prima volta in vita mia ho fatto un giro sul battello sul Tevere e ho saputo dal capitano del battello che i romani non lo fanno il giro. Insomma ho visto Roma da un altro punto di vista, e mi sono chiesto: ‘Se un regista straniero venissi qui, che farebbe? Noterebbe delle cose bellissime della mia città’, quindi ho immaginato Roma come una città super romantica, simile quindi a Venezia, Parigi. New York. Roma è un’icona, e io posso aiutarla con il mio mestiere di regista: fotografandola e rispettandola, visto che è uno dei posti più belli del mondo.

L’amore sì l’amore
Anche Stefano Fresi, che è felicemente sposato, ha fatto di Lasciarsi un giorno a Roma un importante strumento di riflessione. Lui che è da tempo insieme alla sua dolce metà, sa bene che i rapporti con il tempo si trasformano e che richiedono cura e dedizione:
Cambiano le persone e cambia l’ambiente intorno alle persone, e cambiano le condizioni. Se uno non si adegua a questi mutamenti, mettendo in gioco se stesso, le proprie scelte, le proprie idee, credo che vada contro natura, e quindi non può che attraversare momenti di rilassamento mentale e dimenticarsi dell’altro. Noi ci relazioniamo sempre con profondo egoismo all’altro, nel senso che pensiamo prima di tutto a noi stessi. Però, quando entriamo in crisi, se il rapporto è più forte della crisi, la crisi si supera.
Per Claudia Gerini la visione di Lasciarsi un giorno a Roma è stata toccante e rivelatoria in termini di relazioni amorose. L’attrice, che è mamma e donna professionalmente affermata, si è molto riconosciuta sia in Elena che in Zoe:
Quando ho visto il film, avevo gli occhi lucidi, perché ognuno di noi, nel bene e nel male, si è ritrovato in situazioni analoghe. Per esempio io ho impiegato tre anni per riuscire a lasciare una persona. Spesso si va anche in analisi per lasciarsi. Nelle coppie io sono quella impegnata, molto impegnata, sono mamma, sono comunque una lavoratrice indefessa, però penso di dare tantissimo nella coppia, quindi bisogna capire se poi questi uomini bruti riescano ad accettarla questa donna Alfa, perché la donna Alfa bisogna sapersela meritare. In ogni modo mi piace l’idea che l’amore che tu hai seminato non finisca in un buco nero ma costituisca parte di te, parte di quello che sei, ma comunque bisogna accettare la crisi e il cambiamento, e a volte non è colpa di nessuno. Il viaggio di Marta nel film è un bel viaggio, e secondo me farà breccia nei cuori delle coppie che magari stanno pensando se chiudere o no.
Stefano Fresi è perfettamente d’accordo con la collega e amica sull’utilità di Lasciarsi un giorno a Roma:
Questo film va visto il primo gennaio in coppia, e se a un certo punto uno dei due distoglie lo sguardo dallo schermo e lo rivolge al partner, qualcosa da risolvere c’è, perché se uno si riconosce e pensa: ‘Vedi? Vedi? Hai capito adesso?’ significa che è ora di prendere una decisione. Quindi è fondamentale vedere Lasciarsi un giorno a Roma in due sul divano il primo gennaio per poter conoscere il futuro della propria relazione.
Prodotto da Fulvio e Federica LucisanoLasciarsi un giorno a Roma è una co-produzione italo-spagnola Italian International Film e Neo Art Producciones con Vision Distribution. Non perdetelo su NOW a partire dal 1° gennaio 2022

DIETRO LE QUINTE

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